JOAQUÍN CORTÉS
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Joaquín Cortés riceve le insegne di Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia nel giardino dell'Ambasciata d'Italia a Madrid

Comunicato stampa ·

L'Italia insignisce Joaquín Cortés: Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia

La Repubblica Italiana conferisce al ballerino e coreografo l'Ordine della Stella d'Italia, nel grado di Ufficiale, in una serata all'Ambasciata d'Italia a Madrid presieduta dall'ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi.

Madrid, 24 settembre 2026. La Repubblica Italiana ha insignito Joaquín Cortés dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Ufficiale, l’onorificenza con cui l’Italia riconosce chi ha contribuito all’amicizia e alla cooperazione tra l’Italia e gli altri Paesi. Le insegne gli sono state consegnate ieri sera nel giardino dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, durante una cena offerta dall’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi e dalla signora Monica Buccino Grimaldi.

L’onorificenza è stata conferita con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dato a Roma il 30 dicembre 2024 e controfirmato dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Durante la cerimonia è stato letto il decreto e Antonieta Cornacchia ha appuntato le insegne sul bavero dell’artista.

Quattro decenni con l’Italia

Ricevendo l’onorificenza, Joaquín Cortés ha ripercorso un legame con l’Italia iniziato a quattordici anni, con la sua prima esibizione a Venezia: «Quella notte c’era la luna piena e un ragazzo di quattordici anni andò alle cinque del mattino in Piazza San Marco a guardarla. Era come stare in un sogno». Questo stesso mese, dopo la Mostra del Cinema di Venezia, è tornato in piazza alla stessa ora «per ricordare quel viaggio nel tempo di oltre quarant’anni».

«Ho sempre detto che l’Italia è la mia seconda casa dopo la Spagna», ha affermato. Nel suo discorso ha citato i palcoscenici e i nomi di quella storia: il Colosseo, l’Arena di Verona e il Teatro Greco di Taormina; il film girato a Roma con Maria Grazia Cucinotta; l’amicizia con Raffaella Carrà; e Giorgio Armani, che ha vestito diversi suoi spettacoli, tra cui Pasión Gitana. Ha ricordato anche la notte in cui ha ballato alla cerimonia degli Oscar sulla musica de La vita è bella.

«Ho ricevuto molti riconoscimenti in molti Paesi, ma questo mi arriva al cuore», ha detto l’artista, che ha chiuso con una promessa: «Speriamo che nessuno mi tolga ciò che ho ballato e che continui a ballare ancora».

La serata

Tra gli invitati, José Antonio Ruiz-Berdejo, conte di Sigurtà, insieme a familiari e amici del ballerino. La soprano María Elena Infantino ha dato la musica alla serata.

Joaquín Cortés, al leggio, durante il suo discorso davanti agli invitati

L’Ordine della Stella d’Italia, erede dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana istituito nel 1947, è l’onorificenza con cui la Repubblica riconosce cittadini italiani e stranieri che si sono distinti nel promuovere i rapporti di amicizia e collaborazione con l’Italia. Si aggiunge ai riconoscimenti che l’Italia ha dedicato all’artista, tra cui il premio speciale della Croce Rossa Italiana per il suo 160° anniversario (Roma, 2024).

Fotografie: Luis Mentado e Mahadev Rojas Torres.

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